Una vasta operazione dei Carabinieri della Compagnia di Vasto, in provincia di Chieti, è scattata nella provincia di Foggia per l’esecuzione di sette ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti di altrettante persone ritenute coinvolte, a vario titolo, in una lunga serie di assalti ai dispositivi ATM di diversi istituti bancari. Al centro dell’inchiesta ci sono dodici colpi compiuti utilizzando le cosiddette “marmotte” esplosive, con un bottino complessivo che, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, avrebbe superato i 200mila euro.
Sette persone raggiunte dalla custodia cautelare in carcere
Il provvedimento cautelare è stato emesso dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Vasto nell’ambito dell’inchiesta coordinata dalla Procura della Repubblica. Gli indagati sono ritenuti dagli investigatori responsabili, con differenti ruoli e livelli di partecipazione, degli assalti contestati. L’operazione rappresenta il risultato di un’articolata attività investigativa sviluppata dai militari dell’Arma per ricostruire una sequenza di episodi caratterizzati, secondo l’accusa, da modalità operative particolarmente invasive e pericolose.
Dodici assalti agli sportelli automatici
L’indagine riguarda complessivamente dodici assalti contro dispositivi ATM appartenenti a diversi istituti bancari. Gli investigatori hanno lavorato per collegare i singoli episodi e individuare eventuali elementi comuni nella preparazione e nell’esecuzione dei colpi. L’ipotesi investigativa è che le persone raggiunte dalle misure cautelari abbiano preso parte, a vario titolo, alle azioni che avrebbero consentito di sottrarre ingenti somme di denaro dagli sportelli automatici.
Il metodo delle “marmotte” esplosive
Elemento centrale dell’inchiesta è l’impiego delle cosiddette “marmotte” esplosive, dispositivi utilizzati per provocare l’apertura violenta delle casse degli ATM. Si tratta di una tecnica frequentemente associata agli assalti agli sportelli bancari e che comporta rischi elevati non soltanto per le strutture interessate, ma anche per eventuali persone presenti nelle vicinanze. L’esplosione può infatti provocare danni agli edifici che ospitano gli sportelli, alle vetrate e alle attività situate nelle aree circostanti.
Un bottino complessivo superiore ai 200mila euro
Secondo quanto emerso dalle indagini coordinate dalla Procura di Vasto, la somma complessivamente sottratta attraverso i dodici episodi contestati sarebbe stata di oltre 200mila euro. Una cifra rilevante che restituisce le dimensioni dell’inchiesta e la continuità degli assalti finiti sotto la lente degli investigatori. Gli accertamenti avrebbero consentito di raccogliere quelli che il giudice ha ritenuto gravi indizi di reità nei confronti dei sette destinatari della misura cautelare.
Le indagini coordinate dalla Procura di Vasto
A coordinare l’attività investigativa è stato il procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Vasto, Domenico Angelo Raffaele Seccia. Sotto la direzione dell’autorità giudiziaria, i Carabinieri hanno sviluppato gli accertamenti necessari per ricostruire gli episodi, mettere in relazione i diversi assalti e individuare le persone che, secondo l’impostazione accusatoria, sarebbero state coinvolte nella serie di colpi.
L’esecuzione delle misure nella provincia di Foggia
Le operazioni per dare esecuzione alle ordinanze si stanno concentrando nella provincia di Foggia, dove i militari stanno procedendo alla localizzazione e alla cattura dei destinatari dei provvedimenti. L’intervento coinvolge numerose unità dell’Arma ed è stato predisposto per operare contemporaneamente nei luoghi individuati durante la fase investigativa, riducendo il rischio di dispersione di eventuali elementi utili alle successive verifiche.
In corso anche diverse perquisizioni
Contestualmente all’esecuzione delle misure cautelari sono state avviate perquisizioni finalizzate alla ricerca di ulteriori elementi ritenuti utili all’indagine. Le attività possono riguardare abitazioni, pertinenze, veicoli o altri luoghi nella disponibilità degli indagati, con l’obiettivo di individuare eventuale materiale collegabile agli assalti contestati e ricostruire con maggiore precisione l’organizzazione dei singoli colpi.
In campo lo Squadrone Eliportato Cacciatori di Puglia
A supportare i Carabinieri della Compagnia di Vasto nelle operazioni è intervenuto anche lo Squadrone Eliportato Cacciatori di Puglia, reparto specializzato dell’Arma impiegato nelle attività di controllo e ricerca sul territorio. Il contributo dei Cacciatori consente di estendere le operazioni anche ad aree particolarmente difficili da raggiungere e di rafforzare il dispositivo predisposto per l’esecuzione delle ordinanze e delle perquisizioni.
Gli investigatori ricostruiscono ruoli e responsabilità
Uno degli aspetti centrali dell’inchiesta riguarda ora la definizione delle presunte responsabilità individuali. La posizione dei sette indagati dovrà essere valutata separatamente, poiché l’ordinanza attribuisce loro un coinvolgimento “a vario titolo” nei fatti contestati. Saranno quindi gli ulteriori approfondimenti investigativi e il successivo confronto davanti all’autorità giudiziaria a chiarire quale ruolo venga attribuito a ciascuno nella pianificazione, nell’esecuzione o nelle altre fasi dei dodici assalti.
Un’indagine contro il fenomeno degli assalti agli ATM
L’operazione rappresenta un nuovo intervento delle forze dell’ordine contro il fenomeno degli assalti esplosivi agli sportelli automatici, episodi che possono provocare, oltre alla sottrazione del denaro custodito nelle casse, danni strutturali significativi. L’impiego di esplosivi rende infatti questo genere di azioni particolarmente pericoloso e richiede indagini capaci di ricostruire spostamenti, collegamenti tra i diversi episodi e possibili modalità ricorrenti.
Gli interrogatori e i prossimi sviluppi dell’inchiesta
Dopo l’esecuzione dei provvedimenti cautelari, l’inchiesta proseguirà con gli adempimenti previsti dalla procedura e con gli eventuali interrogatori davanti al giudice. Anche gli elementi acquisiti durante le perquisizioni potranno essere sottoposti ad approfondimenti per verificare eventuali collegamenti con i dodici episodi contestati o con ulteriori fatti sui quali gli investigatori potrebbero concentrare l’attenzione.
